Attesa
La mia notte inzia quando lei dorme. Tutto quello che viene prima è vita e luce, ora inizia il silenzio e il buio. Resto qui, con le gambe a penzoloni sul ciglio del suo tetto, appena sopra la sua finestra e resto in ascolto. Attendo, e ascolto. Non avere battiti, mi aiuta a non distrarmi, ma mi fa sentire solo, abbandonato. Niente del mio corpo interferisce con il silenzio profondo della notte profonda. Un fruscio di foglie, cicale in lontanaza, sono rumori che percepisco bene, ma che non mi turbano. Un movimento irrequieto tra le sue coperte, un cigolio sulle scale di casa sua, una macchina in lotananza, un profumo nuovo, sono i miei sussulti, sono le cose che fanno riaffiorare in me quella sensazione lontana di vita e di preoccupazione. Mi raccolgo, in punta di piedi sull'orlo del cornicione, schiena ricurva, orecchie tese, occhi chiusi, in attesa di quel secondo, in attesa di quel suono ripetuto... in attesa di quel passo falso che lo riveli e lo tradisca. Eccolo...
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