17 maggio 2010

Profondo blu

E alla fine venne il mare, con la sua profondità blu e scura. Un fremito nel petto, perdendo lo sguardo in quella superficie increspata, ruvida. Mille ricordi, dispersi nelle migliaia di gocce d'acqua per centimetro quadrato che riempono l'orizzonte. Un tuffo al cuore, come vento di tempesta. Sulla spiaggia, rannicchiato sul masso grande, restava a fissa il fondo di quel profondo blu. Ad ogni respiro un'onda si infrangeva sulla riva, liberando una leggera schiuma bianca che veniva risucchiata in un battito di ciglia. Il sole calava, e abbandonava l'orizzonte insabbiandosi in qulla superficie scura dimora di incubi e ricordi. Un mondo pieno di tutto, un mondo pieno di loro, un mondo che valeva la pena osservare, fino a quando si sarebbe unito alla notte buia.