27 maggio 2010

Trasformazione

asI miei occhi si erano iniettati di sangue, lo sentivo pulsare. La mia pelle si stava oscurando, irrigidendo, ora ero duro come un muro d'acciaio. I miei canini, sempre più lungi e affilati. Sui miei arti comparivano artigli affilati. La fame cresceva. Stavo divenendo mostro, animale, essere primitivo più vicino ad un pipistrello che ad un umano. Coi secondi che passavano i miei colpi si facevano più rapidi, più forti e più rumorosi. Passò meno di un secondo, ed ebbi la lucidità di agganciarlo, afferrarlo per i fianchi e trascinarlo con me al di fuori della finestra, la stessa che oramai un secolo fa avevo attraversato per sorprenderlo la prima volta. eravamo larghi, ma con precisione chirurgica riusci semplicemnte a sfregiare l'imposta. Stavo divenendo mostro, e non volevo che lei mi vedesse ridotto così. Più che proteggerla da lui ora, la stavo proteggendo da me. Non sapevo fino a che punto avrei potuto resistere, fino a quando non avrei ceduto alla forma animale. Sono cose che non ti insegna nessun Anziano, nessun compagno. Sono pochi quelli che riescono a rivertire la trasformazione. Nessuno semplicemente osava arrivare a quel punto. Eppure sentivo che quel disgustosto stato stava facendo effetto su di lui. Non mi sbagliavo.
"Interssante" lo senti parlare mentre con uno sforzo evidente respingeva un mio pugno. "Notevole davvero, sarei curioso di veder fin dove puoi spingerti, Mezzo-Pipistrello". Faceva un certo effetto sentirlo parlare, calmo e divertito mentre come un ombra svolazzavo rapido intorno a lui e iniziavo ad affonare colpo dopo colpo sul suo fisico. Iniziavo a vedere rosso, a sentire pulsare gli occhi, sentivo gli artigli divaricare la mia carne per esporre sempre più lame. Il mondo inziava a rallentare, i miei colpi sembravano sferrati in slow motion. E se io ero lento tutto intorno era immobile. Riuscivo a muovermi più veloce del suo sguardo, prima ancora che riuscisse ad assorbire un colpo, stavo già colpendolo da tutt'altra parte. Affondavo nella sua carne, lo ferivo. E quando non vidi sangue sulle mie lame, mi fermai. Lui in fondo, era come me.