03 giugno 2010

Aspettative

"Perchè?" era forse la decima volta che me o ripeteva. Io capivo, o meglio, credevo di capire. I Dailish sono potenti, saggi, e molto all'avanguardia. Lei stava era venuta in conoscenza di un grande segreto, e quel segreto andava difeso. Credo che la loro non sia niente di simile alla gentilezza, alla cortesia, ma sia solo un modo subdolo e "di facciata" per raggiungere il proprio scopo. Lei doveva essere protetta, il che non mi crea alcun problema. La cosa che è difficile da accettare è che il loro "invito" servirà semplicemente per giustificare quella sorta di "controllo" che eserciteranno su di Lei e su di me. Ero contrario. "Perchè non ci possiamo andare?" mi chiese supplichevole. "E' la prima volta che un Vampiro oltre a te cerca di avvicinarsi...perchè deve essere per forza pericoloso? Non mi è accaduto nulla, hai disfato il corridoio solo perchè non ti sei fidato" "Bè la prossima volta aspetterò che si diverta un pò con te prima di avere il tuo permesso". Scoppiammo a ridere, era buffo ridere di qualcosa che ore fa mi aveva terrorizzato da morire. "Piantala di essere iper-protettivo, sei noioso, è solo un danno ballo, in tua presenza! Se ci hanno invitato sarebbe scortese non presentarsi" me lo disse con innocenza, e sfoderando quello sguardo dolce che di solito sfrutta quando desidera volare via con me. Non sapevo dirle di no. "D'accordo" bofonchiai. "Siii" si affretto ad esultare euforica saltandomi al collo. "...ma appena c'è qualcosa che non mi convince scappiamo da lì, come dei fulmini, sono molto veloce" lo dissi con sofferenza. Anche se sembrava il prologo di uno dei nostri viaggi nei dintorni, sentivo in profondità quell'ansia che compare ogni volta che mi allontano da lei e la lascio sfugge dal mio sguardo. "Grazie" disse commossa. Le avevo raccontato tutto dei Dailish, questi forti e miseriosi sconosciuti, non l'avevo mai messa in guardia, non li avevo mai descritti come mostri, solo, molto potenti. Forse per questo non sentiva la stessa ansia che sentivo io all'idea di avviciniarmi così tanto. Passò il resto dell notte a gironzolare per la stanza a chidermi come ci si deve comportare, come ci si deve vestire, cosa si deve fare. Non avevo tutte le risposte che cercava, forse dopo tutta quell'evento, sarebbe stata lei ad insegnare qualcosa a me, ne ero quasi certo. Tanto curiosa, coglieva dalle novità tanti insegnamenti. Passammo l'alba ad accarezzarci i capelli, a guardarci fissi negli occhi, e lasciare che fosse il sole a baciarci per primo, mentre giocavamo a strane supposizioni su cosa sarebbe successo quella notte.