09 dicembre 2011

I Diavoli - Prologo

Non c'era spazio nella vita se non per la protesta. Cartelli e striscioni erano divenuti il mio unico mezzo di comunicazione, avevo smesso di scrivere da anni. La mia grande capacità di cogliere con intelligenza tutti quei piccoli cambiamenti invisibili che molti non riescono a notare mi aveva elevato ad uno stadio successivo. Vedevo nelle persone, nelle cose, nelle parole qualcosa di completamente nuovo. Il mio malcontento non aveva pace durante il giorno, e durane la notte era anche peggio. Insieme a Telsa, ero divenuto un incubo a occhi aperti. Io e Telsa eravamo divenuti la parte attiva e cattiva della rivoluzione, almeno di questa provincia. Io e Telsa, due persone qualunque che prima della crisi vivevano le loro vite con tranquillità e ripetizione, eravamo diventati quel genere di personaggi che trovi nei film d'azione, o in qualche libro poliziesco. Io e Telsa, da qualche mese non facevamo altro che far esplodere banche, nascosti nell'ombra. Non dormivamo mai, il nostro cuore e il nostro cervello giravano a mille.
Telsa possedeva un negozio di bricolage prima del 2012, l'anno della crisi finale, era una proprietà familiare, uno storico negozio del centro, ci era cresciuta. Lei sapeva maneggiare qualsiasi arnese, sapeva come usarlo e fino a quando avrebbe potuto farlo, prima di buttarlo. Suo padre era morto di cancro grazie a quelle dannate sigarette che tutti hanno la tendenza di sottovalutare sotto i 50 anni. Il marito era sparito poco prima che il suo negozio fallisse, era uno smidollato  e Telsa ci guadagno soltanto dalla sua fuga. Morì stirato da una macchina, qualche mese dopo che io e Telsa avevamo distrutto il nostro deposito, il suo vecchio negozio di bricolage.
Le banche sono come Dio, danno e tolgono. A Telsa avevano dato 2 mesi di scaduto prima di venire a bussare alla sua porta, ma lei era un tipo forte. Quando entrarono in casa sua, finirono carbonizzati tutti. Aveva lasciato aperto il gas e sulla porta mise un pò di zolfo. Il palazzo tremò tutto e nessuno potè più ricostruire la scena del crimine, la sua catapecchia crollo su se stessa. Telsa era cambiata nello stesso momento in cui suo padre morì e a causa dei debiti non potè permettersi neanche un funerale: scavò la tomba con le sue mani e intaglio una pietra con uno degli arnesi del negozio. Telsa era intelligente e iniziò a capire che aveva toccato il fondo. Dopo l'esplosione del suo appartamento passarono solo tre settimane prima di incontrarci. Era il luglio del 2012, e io e lei stavamo per cambiare il mondo.
A riguardare indietro, rifarei tutto da capo, forse con più convinzione. Io sono la mente dietro alle mosse de 'i Diavoli' ma lei è stata sicuramente quella che mi ha messo in carreggiata, che ha acceso la miccia.
Fu lei a pensare alle banche, fu lei a fare la prima bomba, ma fui io a farla saltare, dando fuco all'intero edificio. Avevamo escogitato la tecnica perfetta per dar fuoco all'intero edificio. Come "diavoli", demmo fuoco a trenta banche, che furono economicamente devastate dal nostro gesto. Ci sentivamo onnipotenti, fino a quando qualcosa andò storno e io e Telsa, ci saremmo dovuti ricredere.